Alepuzio

La risolutezza sorge soltanto per un atto dell'intelligenza che, divenuta conscia della necessità del rischio, con questa necessità determina la volontà. Carl von Clausewitz, generale prussiano
giovedì, 19 luglio 2007

INGEGNERIA INFORMATICA: CUI PRODEST?




Si fa un gran parlare della necessità di ingegneri informatici: ma si sa di quello che si parla?

Qualche pensiero danzante, ad uso e consumo specialmente dei maturandi.



L'INGEGNERE NON PUO' FARE TUTTO

Molte matricole all'inizio non sanno la differenza tra questi corsi di laurea, complici anche le guide all'orientamento che ad ogni corso dicono "In questo corso di laurea si otterrà una forte specilizzazione del campo coniugata ad un'elasticità mentale che permetterà al laureato di lavorare anche in campi diversi".

Bischerate: i passaggi di settore non sono mai banali e poi richiedono sempre la capacità di colmare l'esperienza di uno del settore, anche uno studente (quindi parlo di anni). Un matematico può risolvere problemi di economia? Si ma io tenderei a metterlo alle dipendenze di un economista, in linea di massima.

Per cui lasciate da parte incroci culturali e specializzatevi per bene negli argomenti base: il resto verrà da sè.

Anche se in effetti economia è più semplice di ingegneria... ;)

L'INGEGNERE INFORMATICO DEVE ESSERE UN BUON MATEMATICO

Non se la prendano gli hacker, ma dubito che un buon informatico non capisca nulla di matematica.

L'informatica è innanzitutto "capire come funzionano i sistemi macroscopici" e "calcolo". Per la prima bisogna studiare sistemi complessi (es. evoluzioni di termodinamica), per i secondi capire i meccanismi di calcolo.

Chi è un buon informatico? Chi realizza software complesso? No, ma chi riesce a minimizzare le lentezza ed a migliorare i processi di calcolo.

Quindi poche ciance: mettetevi esami di matematica (dicreta se possibile, perchè di analisi in effetti se ne vede poca: derivate ed equazioni differenziali ne vedrete giusto un po' negli esami di fisica e analisi: gli elettronici fanno molta più matematica del continuo di noi); nel piano magari rinviate esami dai nomi altisonanti ma che di sostanza hanno poco.

L'INGEGNERE INFORMATICO NON E' UN ELETTRONICO

Uh! Mi painge il cuore perchè a me elettronica era piaciuta (almeno, più di teoria dei segnali o di reti di telecomunicazioni; non che ci voglia molto. Per me peggio di queste solo un calcio sulle natiche ma vabbè...).

Volete lavorare nell'industria dei sistemi digitali dedicati nel lato del software? Ocio, dovete conoscere bene l'elettronica e non è affatto semplice. Per ora non c'è molto in Italia come imprese per cui temo sarete costretti poi a cambiare settore.

Non è un gran periodo per il silicio questo, almeno in Italia...

IMPARATEVI L'INGLESE E POI IL TEDESCO

Alcuni testi sono in inglese che se scritti da Italiani: quindi mettetevi il cuore in pace: dovete imparare almeno a leggerlo e capirlo, anche da soli, sennò addio esame e laurea. Il sottoscritto si è fatto fuori per "Informatica 3" Programming Computer Languages di Carlo Ghezzi e Dino Mandrioli, che insegnano dove ho studiato io.

O così o così.

Dopo l'inglese, il tedesco perchè se non si muove la Germania non si muove nulla (come industria) ed in più serve per i nuovi paesi dell'Est (per il lavoro, non per la fauna femminile ;)).

Lo spagnolo ed il francese già mi pare siano meno importanti per il nostro settore (notizia desunta dal corriere della sera di novemre/dicembre 2006: era in uno speciale del lavoro del venerdì).

USATE E STUDIATE SISTEMI LIBERI (GNU/LINUX E *BSD)

Andate in un LUG vicino a voi: prendete un computer scassato ma funzionante; installateci sopra GNU/Linux (non usate una distribuzione semplice: usate Gentoo, Debian, Slackware, Archlinux) o un sistema BSD (direi FreeBSD).

Usatelo; studiate la documentazione; fate modifiche; createvi degli script; installate e disinstallate. L'informatica si capisce solo mettendoci le mani sopra.

Lasciate perdere Windows o Mac: USATE SISTEMI APERTI IN TUTTO! O sudate e capite per bene come funzionano le macchine o sarete tecnici buoni solo a digitare qualche tasto ma destinate a piantarvi alla prima occasione un po' eterodossa.

Vi ho avvisato.

IMPARATE C/C++

Oggi molte aziende richiedono Java, XML, database con tutto ciò che gira intorno. Io consiglio il C e poi il C++ comeprimi linguaggi. Java è più semplice e più veloce ma il C vi insegna a programmare per bene e vi da gli strumenti per mettere davvero le mani in pasta e ottimizzare il più possibile. il C/C++ sono come il latino ed il greco per l'umanista: oggi nessuno li usa nel quotidiano, ma quando c'è necessità sono una mano santa.

E' più semplice cominciare da C/C++ e poi imparare Java (perchè si consoce la struttura sotto) che non viceversa (dovreste infatti fare piazza pulita del consociuto)

PARTECIPATE AD UN PROGETTO OPEN SOURCE

Andate su sourceforge o freashmeat o altri siti dove ci sono progetti su cui potete lavorare liberamente (come tigris.org per l'ingegneria del software); vedetevi un progetto, se vi piace scaricatelo, vedete cosa va e cosa no, leggete la documentazione.

Mandate ad uno del progetto una mail in cui dite che avete visto il software e che pensavate di aggiustare una certa cosa E CHE SIETE DISPONIBILI, ANCHE SOLO A TRADURRE/AGGIUSTARE LA DOCUMENTAZIONE O A FARE DEI SEMPLICI TEST.

9,99 volte su 10 la risposta sarà (specie per la documentazione): VUOI COLLABORARE? A NOI FAREBBE PIACERE!

Fatelo. La documentazione va benissimo per iniziare visto che ce n'è poca specie in più lingue.

Collaborare ad un progetto (anche stupido) è un bel biglietto da visita per il mod professionale.

BUONA UNIVERSITA'

Se vuoi uscire di casa in Italia legalmente sono tutte uguali, in realtà penso di no. Io consiglio il Politecnico di Torino (dove originariamente sarei dovuto andare) o il Politecnico di Milano (quest'anno al CEFRIEL 8° migliore gruppo di ricerca nell'ingegneria del software (campo in cui ho fatto la tesi) nel mondo, davanti Germania, Stanford e MIT di Boston: enjoy!). Meglio le grandi città e considera che Milano è il centro per l'informatica mentre Torino mi pare si stia risvegliando.

Altri centri buoni sono Pisa, Padova, Ancona (più per il lato elettronico però) ed il Politecnico di Bari. Catania è buona per l'elettronica per la presenza della ST ma è un altro campo.

Evitate sedi "allegre":perdereste solo il vostro tempo ed ORA non ve lo potete permettere.

L'INGEGNERE NON E' UN PROGRAMMATORE, PIUTTOSTO UNO SVILUPPATORE

Molti usano i due termini come sinonimi: in realtà il programmatore programma ed amen; lo sviluppatore:

->programma;

->crea i test;

->scrive la documentazione;

->progetta l'architettura generale del sistema;

->verifica l'usabilità del programma;

->sente il cliente per la manutenzione del sistema,

->risolve i bug;

->scrive le specifiche software;

E' un bel po' diverso...

L'INGEGNERE DEVE CONOSCERE L'ECONOMIA

Si lo so è un'emerita rottura di scatole: per me economia è stato l'esame che più mi ha fatto stancato mentalmente.

Va studiata non la macroeconomia o le varie teorie (per questo basta leggersi il blog di Ventinove Settembre e leggersi qualche libro della scuola marginalistica austriaca). A noi serve la microeconomia: cosa sono i centri di costo, come leggere un bilancio etc.

Prima o poi lasceremo lo sviluppo a basso livello del software ad altre persone più giovani e ci toccherà DIRIGERE UN TEAM DI SVILUPPO!!

SAREMO MANAGER!!



Ma di questo parleremo in futuro... con la laurea in tasca! ;)






postato da alepuzio alle ore 18:35 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: università

domenica, 01 luglio 2007

UNIVERSITA' FOR DUMMY




Luglio: per i diciottenni/diciannovenni tempo di pensare alla propria vita fuori della famiglia e del giro di amici.

Ora si comincia a prendere decisioni sulla propria vita con conseguenze cui non sempre si potrà mettere una toppa.

Una di queste è l'università. Ora vi do qualche consiglio/dritta/pensiero, frutto di conseguenze delle mie scelte e mie impressioni a freddo sulla mia carriera accademica (laurea breve in ing. informatica al Politecnico di Milano) e lavorativa (principalmente sviluppatore software).




NON PRENDETE QUELLO CHE DICO PER TAVOLE DELLA LEGGE!


Ma pensateci col calma: non mi posso sostituire alla vostra esperienza...



1)Dicono: "Non pensare di finire l'università col massimo dei voti e nel tempo previsto"

Frustate e prendete a calci chi vi dice questo: lo dice per tranquillizzarvi ma il più delle volte ha solo l'effetto di rilassarvi troppo e farvi vedere le cose un po' "allegramente", con tutte le conseguenze del caso... e non sono belle.

Soluzione: prendetevi un foglio e dopo aver scelto il corso di studi (o prima: in questo caso ripetete il processo per ogni corso di laurea su cui siete indecisi) fatevi uno schema in cui riportate tutti gli esami previsti dal piano di studi con le rispettive precedenze. In questo modo vedrete quali sono gli esami più importanti degli altri quindi più importanti non tanto da approfondire quanto da superare. (consiglio datomi all'epoca da Pierpaolo Ferrazzo, allora studente in ing. elettronica)

Caso pratico: quando ero matricola ad ing. informatica (vecchi ordinamento) Geometria & Analisi 1 bloccavano quasi metà esami nel medio-lungo periodo di cui 4 del secondo anno su 6 previsti. Ancora oggi penso di aver fatto bene a dannarmi l'anima su Analisi per un anno intero, anche se ho preso un voto basso. Altri compagni si sono concentrati su esami semplici e sono rimasti piantati per un po'.

2) Fatevi consigliare da chi già c'è nello stesso corso: quelli dei corsi affini generalmente hanno una visione un po' troppo critica e più che spiegarvi COSA SI STUDIA IN QUEL CORSO vi spiegano PERCHE' E' MEGLIO NON STUDIARE QUEL CORSO, che non è proprio la stessa cosa.

3)I piani di studio: importanza relativa, più che altro dopo la scelta che prima. L'esame di Missilistica o Strutture aereospaziali di ing. aereospaziale sono sicuramente interessanti ma nulla dicono sul carico di lavoro nè sul genere di esame, nè di docente nè di corso che comportano. Inoltre i vari orientamenti/specializzazioni per ora servono solo a nascere illusioni visto che avete un sentore e nulla di più dei vari argomenti.

4)Nel chiedere della difficoltà di alcuni esami ignorate risposte come "Difficile", "Facile", "Il docente è un bastardo", "Se capiti con l'esercitatore e vai inminigonna e scollatura minimo 27" (per le ragazze: per gli uomini vale il discoroso duale :)). Considerate solo risposte come "Ci vuole memoria", "Devi fare tanti esercizi per capire i meccanismi", "Chiede come minimo quei concetti", "Fa/non fa orale/scritto"; eventuali informazioni su mortalità ad ogni prova ("passa lo scritto solo il 10%!", "Lo scritto è semplice ma l'orale ti stroncano", "Il primo appello passa il 65%, poi il 3% degli iscritti ma solo nei giorni sacri del calendario babilonese, altrimenti la probabilità è lo (1/e)%") solo valide solo se come contorno a questo genere di risposte.

5)Il primo esame dovrebbe essere uno semplice E che blocca: vi serve per prendere confidenza con il processo (certe volte un esame sembra una condanna capitale, per cui i ltermine non è scritto a caso).

6)Se ci sono orali andateli a sentire e scrivetevi quante più domande sentite e cose particolari. Ad esempio ad Fisica 1 la mia docente (prof. Taroni) era molto chiara: "La pressione non è forza su superficie ma COMPONENTE ORTOGONALE DELLO SFORZO DI UNA FORZA SU UNA SUPERFICIE PERCHE' ESISTE ANCHE UNA COMPONENTE PARALLELA DETTA TAGLIO" (se la memoria non mi inganna). All'orale non dico che è una cosa che mi ha salvato ma certomi ha dato non poco vantaggio.

7)Frequentate gente che ha voglia di fare (e magari ne sa più di voi): le accuse di lecchinaggio non vi devono interessare. Dovete fare solo il vostro dovere: VINCERE ALL'ESAME. Generalmente chi affibbia l'accusa di "lecchino" ad altri ha tempo per rompere ma non per studiare.

8)Se è previsto andate a ricevimento dal professore ogni volta che è possibile. Se non passarete l'esame per la bravura lo passerete perchè vi fate sempre vedere dando così l'aria di studiare. Qualche docente lo considera, qualcun altro no. Nel dubbio non esitate a fare figure da cappero: io ne ho fatte ma ora sono vivo e libero dal Poli a testa alta!

9)Frequentate fin da subito fiere del lavoro e siti vari ( Synesis, Infojob, Monster ) e leggete le offerte del lavoro sui giornali: vi serve per capire come ragionano ora le aziende e potete così coordinare meglio le scelte future.

10) Per Poi.

A pochi esami dalla laurea andate dall'ufficio stage della vostra università e fatevi un part-time anche non pagato, anche solo a farvi fotocopie: vi servirà a respirare aria aziendale.

Meglio unire stage e tesi. Se non ci sono offerte valide nella vostra università prendetevi l'elenco di aziende dalla Camera di Commercio (se non vi fanno pagare troppo l'elenco) o al limite (come ho fatto io) giratevi le fiere del settore (8 ore allo SMAU del 2004 a dare curriculum a dx e sx per un lavoro da tesi) o la vostra città annotando indirizzi di società papabili.

11) Nel Durante

Scambi all'estero. Boh, io non ne ho fatti ma state attenti alle regole di conversione degli esami dati/tesi svolte all'estero: se  date 10 esami fuori e, tornati, ve ne convalidano 2 avete solo perso tempo.

Se avete svolto la tesi di ricerca di 1 anno fuori e pubblicato in riviste del settore ma tornati, il docente vi dice "Per me non vale nulla rifai tutto daccapo"... beh, imprecherete contro N divinità per non aver trascorso il tempo in tutti i pub e night club del paese ospite. (Ciao Rodolfo! ;))

Al di là del discorso lingua estera che vale solo se andate nel paese d'origine (esercitare l'inglese in Ucraina non credo sia molto vantaggioso; il russo o l'ucraino già ha più senso...)

12) Avete temi d'esame disponibili? Cominciate a farli a 2 mesi dall'appello: se c'è il punteggio dell'esercizio espresso vicino dovete puntare a 30/30 nel 50-75% del tempo disponibile all'esame. Solo così sarete sicuri da attacchi di panico improvvisi. Cominciate a sognare gli esercizi? Buon segno. A pochi giorni dall'esame non riuscite ad azzeccare mezzo esercizio? OK, è normale.

13) Fatevi una programmazione con precisione militare: se si improvvisa una scampgnata ad Amsterdam con intenti tali che al confronto Epicuro era un asceta indù ma avete un conflitto con la programmazione niente Amsterdam. Punto.

C'è la finale dei Mondiali con l'Italia favorita? La stessa sera mi ero ripromesso di rileggere gli appunti? Se non gioco con la maglia azzurra da titolare la cosa non mi interessa. Altro punto.(1)

Nella programmazione dello studio non coprite tutto il tempo disponibile ma solo una parte; possono esserci casini che non riuscite a affrontare ed è meglio aver previsto tempo in più (concetto del buffer in informatica). Ennesimo punto.

14) Per i fuori sede: nelle vacanze solo appunti ed esercizi. I libri di testo lasciateli nella città dove studiate se possibile.

15)Il vostro obiettivo NUMERO UNO non è

->fare amicizia;

->stringere amicizie che valgono;

->scoprire il senso della vita;

->vivere l'aria universitaria;

->trombarsi tutte le ragazze dell'università (per i ragazzi; per le ragazze il discorso è duale)



ma



LASCIARE QUEL POSTO DI MATTI IL PRIMA POSSIBILE AVENDO IMPARATO QUALCOSA OLTRE AL COSTO DEL CAFFE' ALLE MACCHINETTE DEI CORRIDOI!!





E dopo tante lacrime

"Sarai come un dio eterno,

incorruttibile,

non più mortale"


(Versi Aurei di Pitagora)






(1) Il sottoscritto per finire la tesi lo scorso luglio di sera è stato a casa a lavorare ed a debuggare un'interfaccia grafica in Java che non voleva fare quello che era il suo dovere.

La medesima sera l'Italia vinceva contro la Francia a Berlino.

Se l'ha fatto un cazzeggiatore come me potete farcela anche voi.

Ok, è permessa la modalità "imprecazione libera"
postato da alepuzio alle ore 18:36 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: università

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Blogger: alepuzio
Nome: Alessandro Puzielli
Laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Software & Politica.


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