Accessibilità, perchè?
Salto nel mondo reale.
Qualcuno di voi che ha non ha handicap fisici si è mai recato in qualche posto in cui ci dovevano essere dei particolari punti riservati a chi non è altrettando fortunato (per esempio rampe tra strada e marciapiede o ascensori invece di sole scale) ed invece non c'era nulla o al massimo qualcosa fatto veramente male?
Avete dunque mai pensato che il mondo fisico è imperfetto mentre quello creato dai prodotti della mente - che ci costruiamo noi con degli strumenti - è ottimo?
Pensate che nel mondo astratto, esangue, libero dell'informatica e del pensiero non ci sono i problemi del mondo reale per il semplice motivo che il browser annulla le differenze del mondodi quaggiù?
No, mi dispiace deludervi. Anzi, spesso è pure peggio.
Mi spiego.
Voi che avete sicuramente più spirito di osservazione di me avete sicuramente notato nella barra dei link, alla sezione aggregatori, un banner rettangolare animato in cui c'è scritto che i CAPTHA ottici sono una barriera architettonica.
Esistono infatti degli utenti di Internet ciechi o comunque con forti problemi nel vedere (come Perla Scandinava); loro non usano i browser più diffusi (Internet Explorer, Mozilla e varianti, Epiphany, Links, w3m, Nautilus, Opera e chi più ne ha più ne metta) ma dei speciali programmi che permettono loro di navigare ed esaminare le pagine internet pur senza vederle (immagino si usa qualche tipo di interazione vocale, così di prima batttuta).
Quando funziona questo? Quando una pagina Internet è scritta col codice adatto, bene e chiaramente.
Quando funziona questo? Ora di più, prima mai o quasi.
Perchè? Legge dell'"Astrazione che fa Acqua" di Joel Spolsky, ovvero "Ma quando mai una ciambella esce col buco?!!".
Io sono uno sviluppatore, scrivo codice, mi piace usare strumenti poco amichevoli (come ViM o Emacs) per fare le mie cose informatiche, tra cui le pagine WEB.
Altri no, ma vogliono scrivere comunque pagine web. Va bene, si supplisce a questo desiderio usando degli appositi programmi come NVU, OpenOffice, MozillaComposer e FrontPage.
Accade che questi programmi, visto che sono di aiuto a gente che non sa nulla di come fare una pagina, devono gestire molti possibili creazioni e ricorrino spesso a trucchetti vari nella pubblicazione delle pagine per avere qualcosa di funzionante.
Inoltre alcuni browser (Internet Explorer, tanto per cambiare) per qualche ragione codificano a modo loro le pagine che non sono corrette nel codice HTML; questo comporta che esistono dunque pagine corrette e pagine scorrette ma che sono comunque visibili tranquillamente.
A prima vista può sembrare un vantaggio - "giusta o sbagliata la forma, è la sostanza che conta" - ma questo comporta anche che in pratica pagine scritte in cattivo HTML funzionino con IE ma siano sballate con altri browser.Purtroppo è difficile scoprire i problemi per chi non è addentro al settore perchè tante cose sono a lui invisibili tranne quando succedono i casini; in quel caso poi la reazione standard (e sbagliata) è "Non capisco nulla di compute, sono veramente difficili!".
I programmi speciali che ho citato prima hanno problemi perchè si basano sull'ipotesi che il codice delle pagine sia quantomeno corretto; e questo non succede questi programmi si trovano a dover leggere cose ondeggianti tra l'errato, il senza senso e l'incompleto.
Pertanto questi programmi - non potendo leggere correttamente la pagina - trasmetteranno informazione inconsistente all'utente. Se egli non può vedere, di grazia come riesce a superare l'ostacolo?
La Rete va navigata: se chi naviga si trova in una coltre di nebbia e senza bussola che può fare?
Un esempio: le tabelle.
A parte l'uso sconsiderato che ne fa certa gentaglia che è solita considerare una pagina come una tabella dove gli elementi sono le parti della pagina e che dunque ignora le disposizioni STANDARD ed INTERNAZIONALI sulla necessità di usre la tabella SOLO per presentare dati e NON per impaginare... a parte questo, molti si dimenticano di mettere tag specifici per facilitare lo scambio di informazioni.
Il tag
caption serve per titolare una tabella: porca miseria, usate quello invece del solito h1 o simili: è fatto apposta!
Altro esempio: i link.
Quando scrivete un riferimento ipertestuale o un'immagine, nel codice inserite anche un tag apposito (
alt mi pare che sia) che permette di inserire una descrizione in linguaggio umano di quello a cui punta il link o quello che descrive l'immagine.
I caos che nascono dai frame li racconterò un'altra volta perchè impongono problemi non indifferenti anche alle nuove tecnologie come Ajax, nate anche per una migliore usabilità dei siti.
C'è poi un ulteriore problema, legato però allo stile di una pagina: se non c'è contrasto sufficiente tra colore del testo e colore dello sfondo le persone affette da pratanopia (difficoltà a distinguere i colori o, nei casi peggiori, capacità di distinguere solo giallo, marrone e blu e grosse difficoltà con rosso e verde), da non leggeranno nulla, per loro sarà un solo colore.
Soluzioni automatizzabili?
Per ora esistono dei filtri come
Colorblind Web Page Filter che permettono di simulare l'effetto della combinazione sfondo-colore e dunque grosso modo il designer può immaginare i problemi delle sue creazioni; ma queste sono soluzioni perziali.
Il W3C consiglia di non affidarsi al solo colore: un link dovrebbe essere
blu e
sottolineato, un pulsante dovrebbe avere una scritta
rossa e
un bordo spesso, etc. (1)
In generale la situazione migliore è presentare il sito ad un gruppo di 3-4 persone e chiedere cosa vedono e in cosa hanno difficoltà.
Mettere i vari tag di descrizione in immagini e riferimenti ipertestuali.
Inoltre.
In alcuni blog per inserire i commenti spesso è necessario leggere i caratteri stampati in un'immagine (I succitati CAPTHA) e ricopiarli in un'area appossita per poter inviare i commenti. Perchè questa scelta? Perchè non esistono programmi che riescono a leggere il testo di un'immagine automaticamente per cui se lo spammer vuole rompere almeno ci mette la fatica e la perdita di tempo.
Problemi? Se non esiste il software per spammare con queste immagini, sicuramente non esiste neanche il software che permette a chi ha problemi di vista di leggere le immagini, dedurne il testo e duque commentare.
Sono necessarie le immagini? No, perchè basta mettere una condizione non computabile per una mcchina come può esserlo una lettura e copiatura di stringa.
Esempio?
"Quando fa 1+1-1?"
"Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?"
Con queste domande il software per spammer si blocca perchè non sa come rispondere a domande umane di questo tenore; mi sa che neanche con l'intelligenza artificiale sia una cosa gestibile tanto facilmente.
E tutti potranno navigare felici e contenti.
Perla Scandinava ha lanciato questa iniziativa cui mi sono aggiunto (con colpevole ritardo);
Ventinove Settembre può integrare la mia esposizione qui esposta.
E' intelligente bloccare l'accesso alle informazioni in Rete solo per disattensioni tecniche?
Lo si fa solo per pigrizia o per semplice incapacità tecnica e progettuale?
Link vari
- bobby.watchfire.com
- www.csszengarden.com
- www.alistapart.com
- la versione italiana di csszen garden, "css sentiero"
- www.ericmeyer.com
- html.it, sezione grafica
- google.com con parole come "accessibilità web design"
- www.stopddesign.com
PS
Come avete intuito, il bue chiama cornuto l'asino: il mio blog è decisamente poco accessibile. Spero che questo post mi ricordi più spesso di migliorare il design.
(1)informazioni desunte dall'ottimo libro per web designer "lo Zen e il design CSS" di Dave Shea e Molly E.Holzshlag, Mondadori informatica - 40.00 euro ('tacci loro, ma perchè i libri di informatica costano sempre una cifra e gli informatici guadagnano poco?). Il libro tratta di tecniche di web design tramite esempi dal sito principe sui CSS, il
CSS Zen Garden; comunque per me è un libro più adatto a chi è già dentro il mondo del design che al principiante.
Il design in cui si affronta il tema dell'accessibilità è
Viridity di Laura MacArthur.